Pause. Rewind. Play.

Giugno 2007.
Ricordo quell’estate come se fosse ieri perché probabilmente è stata una delle più belle della mia adolescenza. Avevo 16 anni e la mia unica preoccupazione all’epoca era decidere come occupare l’ennesimo pomeriggio di nullafacenza in piazza con i miei amici. I social network non erano ancora una grande cosa e gli smartphone erano fantascienza. Di foto se ne facevano parecchio, ma non chiamavamo gli autoscatti “selfie” e la qualità era così bassa che talvolta era necessaria una vivida immaginazione per capire i soggetti e le situazioni di quegli scatti rubati.

Vista da questo punto di vista sembra di parlare di preistoria, ma in realtà sono passati solo 7 anni.

Ricordo quell’estate con particolare nostalgia perché è stato anche il periodo in cui ho deciso di partire per l’esperienza più importante della mia vita. Nel 2007, infatti, avevo deciso di diventare un exchange student, perché il mio desiderio di scoprire nuovi posti aveva raggiunto livelli senza precedenti. I miei genitori non sapevano più come fermarmi e lasciarmi andare si era rivelata essere l’unica soluzione per saziare la mia curiosità. Nel momento in cui avevo deciso di lanciarmi in questa avventura, però, non avevo tenuto conto del cambiamento che si sarebbe innescato in tutto. Ingenuamente avevo pensato che me ne sarei semplicemente andata per un po’ e che una volta tornata tutto sarebbe stato come prima. Invece, no. Ovviamente tutto era cambiato, io stessa ero diventata una persona completamente diversa e, da quel momento in poi, tutta la mia vita è si è trasformata e, a dirla tutta, questo processo ancora non si è interrotto.

Così, avevo deciso di iniziare un blog, di scrivere in un angolo del web tutto quello che mi passava per la testa. Tutte le mie preoccupazioni, avventure, sensazioni e emozioni. Lo facevo senza uno scopo ben preciso e in molti momenti si è rivelato anche particolarmente terapeutico. Ma a distanza di un anno e mezzo ho smesso, con la stessa esatta casualità e leggerezza che mi avevano spinta ad iniziare.

Dal 2007 ad oggi molte cose sono cambiate: mi sono diplomata, ho lasciato di nuovo il mio paesino e mi sono trasferita nella grande città per l’università. Ho iniziato a lavorare, mi sono innamorata, ho fatto qualche viaggio, ho conosciuto tanta bella gente, sono cresciuta, mi sono responsabilizzata ma ho fatto anche io le mie cazzate come tutti i ventenni che si rispettino. Mi sono anche laureata, sono ritornata a casa dalla mia famiglia per riflettere sul mio futuro, mi sono lasciata con colui che credevo fosse l’uomo della mia vita e, soprattutto, ho deciso di ripartire e andarmene a Londra, un po’ come tutti.

È veramente difficile sintetizzare in così poche righe tutto quello che è successo dal momento in cui sono partita la prima volta. Il mondo ormai scorre troppo veloce e troppo in fretta. Non c’è più un secondo per respirare. L’unica cosa che posso dire con certezza, però, è che nel momento in cui è decollato quell’aereo (9 Agosto 2007) è decollata anche la mia vita.

Dopo 7 anni, mi ritrovo, finalmente, seduta, ferma, a ripensare a tutto quanto. La valigia è appoggiata sul letto e aspetta solo di essere chiusa per riportarmi indietro verso quella che ormai è la mia nuova casa. Riguardo le pareti che ho davanti e penso a tutti i poster che li ricoprivano. Mi rivengono in mente tutti i sogni e tutte le speranze, tutte le risate, le canzoni cantate a squarciagola e anche tutte le lacrime versate su questa scrivania. “Se solo questi muri potessero parlare” si dice. Beh, io penso che in un certo qual senso oggi loro mi abbiano dato un suggerimento: ovvero, ricominciare a scrivere. Ricominciare da capo.

Ho quasi 24 anni e oggi mi sento nervosa come quella sedicenne che sei anni fa decise di andarsene senza uno scopo preciso. Sento qualcosa di nuovo dentro di me e sento che qualcosa sta cambiando. Ho quindi deciso di esprimerlo, condividerlo e imprimerlo da qualche parte definitivamente, con una certa costanza, anche se sono un po’ arrugginita.

Sto ripartendo da zero e riparto esattamente da qua, da dove tutto è iniziato.

S.

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